Intervista a : Augusto Camicioli

Augusto Camicioli. Presidente

Asso Consum Regionale Lazio

Ormai anche i MEDIA, TV  e Giornali parlano del problema che coinvolge oltre 200.000 Famiglie Romane: GLI ONERI DI AFFRANCAZIONE E DI TRASFORMAZIONE SU IMMOBILI DI EDILIZIA CONVENZIONATA.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Cosa è la Edilizia Convenzionata?

Va certamente detto che la Legge 167 del 1962 che regolamenta la Edilizia Convenzionata è una Ottima Legge.

Obiettivo è quello di garantire alle Famiglie il Diritto alla Abitazione.

Il Comune mette a disposizione dei terreni di sua proprietà dove i Cittadini – che rispondono ad alcuni specifici requisiti – costituiti in cooperativa, possono costruire  le proprie abitazioni usufruendo, così, di un importante contenimento dei costi.

Anche tutte le modifiche apportate alla legge dal 1962 in poi hanno mantenuto questa finalità positiva prevista dalla norma.

Ed allora perché oggi a Roma esiste il “Problema” della Edilizia Convenzionata – Piani di Zona ?

Per capire  questo problema dobbiamo tornare al 2015.

Dopo la caduta del Sindaco Ignazio Marino, Roma ha vissuto un periodo di “Commissariamento”.

E’ in quel periodo che è stata emessa la Delibera 33/2015.

Questa Delibera nasceva da una nuova e diversa interpretazione della Norma ed introduceva :

1 – Il Prezzo Massimo di Cessione ha  una durata indefinita e non viene rimosso con la procedura di Trasformazione.

2 – Il Valore Venale, ovvero il Valore Venale, ovvero il valore attribuito per il calcolo della Affrancazione e della Trasformazione, viene aumentato arrivando al 1000% dei precedenti valori di riferimento.

Scusa ... il 1000% ???

Si. In alcuni casi si arriva a questo valore… passando da 2.000; 3.000; 4.000 €uro a 20.000 ; 30.000 …

Ma Nessuno all’epoca si è opposto a questa Delibera?

No. Purtroppo all’epoca nessuno si è reso conto delle disastrose conseguenze che questa delibera avrebbe avuto sulle Famiglie Romane.

Posso raccontare tante storie di famiglie che “hanno perso il sonno” e che sono anni che stanno cercando di orientarsi nel dedalo delle informazioni e delle problematiche della Edilizia Convenzionata.

Una Legge nata per dare una possibilità positiva alle famiglie che in questi ultimi anni si è trasformata in un motivo di preoccupazione.

In questo senso ritengo siano molto gravi alcune delle affermazioni ascoltate di recente in Consiglio Comunale dove alcuni Consiglieri si sono espressi con frasi del tipo : ” Questi Cittadini hanno avuto privilegi in passato ed è giusto che ora paghino”.

Credo sia importante far capire a queste persone che avere dei requisiti previsti dalla Legge non rappresenta godere di “privilegi” …

Perché ho sentito dire che il Comune di Roma ed il Commissario Tronca hanno dato questa interpretazione della Legge per uniformarsi alla Sentenza della Cassazione n°18135/2015 relativa al Prezzo Massimo di Cessione?

No. No. Per cortesia. Non facciamo confusione e non confondiamo i piani.

Uno è il piano Politico che deve trovare risposte Sociali, l’altro è il piano Giuridico che deve dare risposte in relazione ad eventuali “Indebiti”.

La Sentenza della Cassazione conferma semplicemente un diritto difficilmente discutibile : Il Proprietario di un immobile in Edilizia Convenzionata può vendere la sua proprietà superficiaria al Prezzo Massimo di Cessione stabilito e sottoscritto nell’atto di Convenzione stipulato con il Comune all’epoca della costruzione dell’immobile.

E’ evidente che, proprio per lo spirito della norma 167/62 ogni attività di carattere speculativo su tali immobili produce un Indebito, cioè un guadagno non dovuto.

Pertanto se un immobile costruito con le agevolazioni previste dalla Legge 167/62 e che prevede un Prezzo Massimo di Cessione viene venduto per un importo maggiore, tale importo produce una “speculazione” e quindi deve essere restituito all’acquirente.

Tale concetto giuridico non dovrebbe essere posto in discussione.

Vale però la pena in questo senso evidenziare che, avendo ascoltato le storie di centinaia di cittadini, sono convinto che chi ha venduto a Prezzo di Mercato lo ha fatto in buona fede, in quanto in tal senso si era creato un “mercato usuale”.

Mi chiedo, piuttosto, come i Professionisti specializzati che hanno seguito tali transazioni, abbiano potuto agire al di sopra delle norme vigenti, permettendo la sottoscrizione di atti che non erano rispondenti alle disposizioni di legge.

Bene. Fatta l’analisi della Sentenza della Cassazione, è però necessario non confondere questa con il piano politico del problema.

La Politica è chiamata a dare risposte Sociali.

Quindi, seguendo lo spirito della norma, deve permettere ai proprietari di immobili in Edilizia Convenzionata di acquisire la Piena Proprietà (quindi anche la proprietà del terreno su cui è costruito l’immobile che per Convenzione rimane del Comune e dato in Concessione per 99 anni) secondo i criteri di agevolazione già previsti nella norma stessa.

Spero di sbagliarmi ma ho timore che l’introduzione di valori venali più elevati siano serviti più a creare delle voci attive di bilancio che non a dare delle serie risposte alle esigenze della ricerca del bene comune.

Ma dopo la Delibera del Commissario cosa altro è successo?

Sono successe molte cose. Ma proviamo ad andare per fasi.

Dopo le elezioni comunali, si è stabilita la nuova amministrazione. Era il 23 Giugno 2016.

Ad Agosto 2017 venne pubblicata la Delibera 46/2017 che oltre a richiamare le precedenti delibere del Commissario,  introduceva ulteriori aspetti che riteniamo essere contrari agli interessi dei Cittadini.

A tale delibera la nostra Asso Consum Regionale Lazio, in collaborazione con alcuni Comitati di Quartiere,  ha promosso un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, raccogliendo l’adesione di centinaia di Cittadini.

Attualmente tale ricorso ha superato la verifica di legittimità con parere favorevole del Ministero dei Trasporti ed Infrastrutture su delega del Consiglio dei Ministri ed è alla attenzione del Consiglio di Stato.

Nel contempo abbiamo moltiplicato gli sforzi per fare Informazione, attraverso i nostri canali web e con numerosi incontri pubblici che hanno visto la partecipazione di centinaia di cittadini nei loro territori.

Abbiamo cercato di tutelare gli interessi di coloro che avevano acquistato immobili di edilizia convenzionata pagando prezzi superiori a quelli previsti dalla Convenzione del Piano di Zona.

Abbiamo cercato di tutelare gli interessi dei cittadini che non riuscivano ad ottenere risposte dalla Pubblica Amministrazione.

Abbiamo raccolto numerosa documentazione e i nostri uffici legali sono stati impegnati nella assistenza e nello studio delle specifiche problematiche-

Ed Ora? Cosa Accade?

Ora siamo ancora in azione.

Lo scorso Novembre 2018 il Comune di Roma ha pubblicato una nuova delibera sull’argomento, la 116/2018 che, per alcuni versi, riesce ad essere addirittura peggiorativa nei confronti delle precedenti, introducendo, tra le altre cose, dei concetti di retroattività assolutamente inaccettabili.

L’iter di questa delibera è stato seguito costantemente in collaborazione con l’Associazione Unione Piani di Zona con donne e uomini dei comitati di quartiere che hanno cercato di dare il loro contributo alla elaborazione della delibera confrontandosi con le commissioni preposte.

Purtroppo nonostante gli sforzi e qualche promessa, la delibera 116/2018 non ha saputo raccogliere nessuna delle proposte promosse dai Cittadini.

Abbiamo cercato anche di promuovere degli emendamenti alla Legge di Bilancio in discussione a livello Nazionale. Purtroppo anche questo tentativo è stato vano.

Anzi, al contrario, è stato approvato un emendamento di maggioranza che, a nostro parere, presenta dei profili di incostituzionalità e su cui i nostri uffici legali sono al lavoro.

Avete intenzione di promuovere altre iniziative?

Certo. Le abbiamo già iniziate.

Abbiamo promosso un ulteriore Ricorso amministrativo contro la ultima Delibera Comunale dello scorso novembre, quindi la 116/2018.

Molti cittadini hanno già aderito e molti altri stanno aderendo.

La raccolta avrà termine il 28 Febbraio 2019 e promuoveremo un ulteriore Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica.

Stiamo anche raccogliendo le adesioni per richiedere un parere all’Antitrust circa la correttezza  dell’operato dei Professionisti verso i Consumatori, relativamente alla stipula di contratti di compravendita soggetti alle norme della Edilizia Popolare.

Stiamo raccogliendo le firme per una Petizione Popolare da presentare alla Regione Lazio che per competenza potrebbe regolamentare la materia dell’Edilizia Convenzionata obbligando, in tal modo, anche il Comune di Roma ad uniformarsi.

Stiamo depositando alla Procura della Repubblica alcuni esposti per verificare se si ravvisino gli estremi di Omissione di Atti di Ufficio relativamente all’operato di amministratori pubblici, Dirigenti e Funzionari ndel Comune di Roma preposti all’assolvimento di pratiche relative alla edilizia convenzionata, ed in particolare relativamente all’espletamento delle opere di urbanizzazione, dei controlli e collaudi, dell’espletamento delle pratiche richieste dai Cittadini, e alle liberatorie in favore dei Cittadini che hanno provveduto al pagamento degli oneri previsti.

Insomma le attività sono molte.

Tutte importanti e utili a proteggere il Diritto all’Abitazione delle famiglie Romane.

Mi permetti di essere io a Concludere? 

Certamente.

 Voglio concludere invitando tutti ad Aderire. Facciamo sentire la nostra voce.

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