Il 25 novembre 

Giornata Internazionale per l’Eliminazione

della Violenza Contro le Donne

Violenza sulle donne, in un caso su due l’aggressore è il partner o un ex fidanzato

Violenza sulle donne, leggi inefficaci

25 Novembre Una Giornata Contro la Violenza alle Donne

Il 25 Novembre è la data che è stata scelta dall'Assemblea Generale dell'ONU.

 

E' quella la data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981.

E' in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

 

Le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Era il 25 Novembre 1960.

Le Sorelle Mirabal

La ribellione e l'impegno di queste tre giovani donne di fronte alle atrocità del regime presero il via con la costituzione nel 1960 del "Movimento 14 di giugno", sotto la direzione di Manolo Travares Justo, dove prima Minerva e poi anche María Teresa usarono come nome in codice Mariposas ("Farfalle").

Questo gruppo politico clandestino si espanse in tutto il paese, strutturato in nuclei i quali combatterono la dittatura. Nel gennaio del 1960 il movimento venne scoperto dalla polizia segreta di Trujillo, il SIM (Servico de Inteligencia Militar), e i suoi membri vennero perseguiti e incarcerati; tra questi le sorelle Mirabal e i rispettivi mariti.

Molti dei prigionieri vennero inviati al carcere di “La 40” (carcere di tortura e morte). Le sorelle vennero liberate alcuni mesi dopo, ma i loro coniugi restarono reclusi.

 

Il 25 novembre 1960 le sorelle Mirabal, accompagnate dall'autista Rufino de la Cruz, andarono a fare visita ai mariti Manolo e Leandro, trasferiti nel carcere della città di Puerto Plata.

 

L'auto sulla quale viaggiavano le tre sorelle e l'autista venne intercettata e i passeggeri vennero costretti a scendere dal veicolo e condotti in un luogo appartato, una piantagione di canna da zucchero, dove vennero uccisi a bastonate; i loro corpi vennero poi rimessi nel veicolo sul quale stavano viaggiando, che venne fatto precipitare da un dirupo per simulare un incidente.

Con la morte delle sorelle Mirabal, Trujillo credette di aver eliminato un problema, ma ciò causò grandi ripercussioni nell'opinione pubblica dominicana (nonostante la censura): molte coscienze si scossero e il movimento culminò con l'assassinio di Trujillo nel 1961. (wikipedia)

Roma, Capitale del Femminicidio

Di seguito alcuni stralci dell'articolo comparso su

"La Stampa" a firma di Flavia Amabile

“Cinque ceri rossi sono l’ultimo ricordo di Maria Rusu, 23 anni, freddata la notte del 27 ottobre sulla via Ardeatina. Cinque ceri rossi come i proiettili sparati dal suo ex compagno che non voleva saperne di vederla andare via.

Maria Rusu è l’ultima vittima di femminicidio a Roma. I ceri lasciati per lei sull’asfalto sono il punto finale di un viaggio in una città dove negli ultimi tempi si è registrato il tasso più alto di femminicidi d’Italia, cinque donne uccise in meno di tre mesi, una ogni 16 giorni.

I luoghi delle loro morti rappresentano la scia di sangue dell’Amore Capitale, un filo rosso di sentimenti incattiviti e spesso nascosti. Seguirlo vuol dire disegnare una mappa di altari all’amore malato che attraversa quartieri residenziali, vicoli del centro storico, palazzi della media borghesia.

«Desirée vive» è scritto su un muro di fronte all’edificio dove è stata uccisa il 19 ottobre Desirée Mariottini, 16 anni. È in via dei Lucani, quartiere San Lorenzo, terra di spaccio, abbandono e sogni persi. Non è vero, Desirée non vive più, nonostante la commozione, i murales, e le parole di tutti.

L’amore - L’amore non c’è nemmeno quando si è convinti di averlo incontrato. Forse Tanina Momilio avrebbe lasciato marito e figli per il suo amante. Non lo sapremo mai. La sua storia è terminata all’alba dell’8 ottobre in un canale di Fiumicino, lanciata da un ponte

Via Albalonga è una strada poco lontana da piazza San Giovanni, palazzo signorile, portiere,tante scale. All’ultimo piano la sera del 28 settembre un uomo strangola la moglie.

L’ultimo femminicidio si è consumato non troppo lontano dall’Ippodromo delle Capannelle, in via Corigliano Calabro, zona di strade tutte intitolate ai paesi della Calabria e villette moderne di due-tre piani. Elena Panetta abitava al piano terra, la conoscevano tutti da queste parti. Conoscevano meno il suo compagno. Stavano insieme da un anno. Si era trasferito a casa di lei, negli ultimi tempi era senza lavoro.

In un parcheggio a Vitinia si distingue ancora una macchia di sangue su un marciapiede. La vita di Claudia Ferrari si chiuse lì con un colpo di pistola. Lasciava due bambine e una denuncia per stalking non ascoltata.

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